Un rientro vincente da Rimini tenendo in mano la Supercoppa. La UEB Gesteco Cividale conquista la seconda Supercoppa consecutiva di Serie A2. Il presidente Davide Micalich con il Stefano coach Pillastrini colpiscono ancora. Gioia pura, ma piedi ben piantati a terra.
Presidente, è un miracolo Cividale?
“Un miracolo che è una realtà, ma continuiamo a viverlo come fosse un miracolo e non ci vergogniamo a meravigliarci ancora”.
Dopo questa vittoria come si inizia il campionato e con quali aspettative?
“La cosa più importante è mantenere la categoria, altrimenti sarebbe un dramma. Teniamo i pedi per terra fino alla fine, ma proviamo a volare più alto possibile.
La squadra è forte e con grandi margini, ma non dobbiamo mai dimenticarci chi siamo, da dove spiamo partiti e dove vogliamo arrivare. Il tifoso deve sognare”.
Ci sono nuovi innesti, non sempre facile da armonizzare nella squadra. Coach Pillastrini ha qualche ricetta in tasca per riuscirci sempre?
“La squadra è fatta su misura per lui e viceversa. Lui ama avere gruppi nuovi da forgiare e sappiamo perfettamente che squadra creare per andare al meglio. Pillastrini porta i giocatori fino in fondo e ci mette del suo, puntando molto sul lavoro in palestra e così si crea un’alchimia vincente, ma, soprattutto, non manca mai la magia e la vittoria dell’altro giorno ce lo ha fatto capire”.
La vostra è anche una squadra molto legata al territorio.
“Lo sport deve fare il suo lavoro, ovvero aggregare e far divertire la gente.
E tutto va di conseguenza. Abbiamo creato una cultura che va al di là della vittoria. Noi siamo davvero legai al territorio, per noi è decisivo e lo viviamo con grande empatia e coinvolgimento. Abbiamo tifosi da tutta la regione e un rapporto straordinario con il territorio che è molto importante”.
Un approccio, il vostro, che è di esempio anche ai piccoli giocatori
“Siamo agonisti, ma non bisogna mai perdere il valore dello sport e dare il buon esempio, anche da parte di noi dirigenti. Dopo il Covid, ricordo, ci sono stati mille proclami sull’importanza dello stare insieme, ma non si è ricordato che lo sport è i più grande fenomeno di aggregazione e io, che sono un presidente, tengo alto quel valore.
Bisogna fare in modo che la gente sia partecipe e questo deve partire dai più piccoli con il giusto approccio, senza mai dimenticare che non siamo scienziati nucleari ma atleti. Lo sport è un grande veicolo educativo, ma bisogna rispettarlo e non strumentalizzarlo, è una cosa seria e come tale va trattato. Per me è una missione ed è per questo spirito che abbiamo tante persone che ci vogliono bene, dagli abbonati ai tifosi agli sponsor. Tra tutti noi c’è una grande sinergia, comprese le istituzioni, il tifoso vede questo e s’innamora ed è ciò che io voglio mantenere”.
Tornando alla nuova squadra, come la vede? Si Punta già all’A1?
“Piace. Sono tutti giovani che hanno voglia di fare. E’ una squadra forte, fresca e piena di energie, direi tutti cavalli di razza. E’ chiaro che il nostro obiettivo assoluto è arrivare in A1, ma quando saremo pronti. Già da qualche anno sono convinto che la squadra sia forte, ma bisogna vivere con un po’ di equilibrio. Intanto per questo campionato cerchiamo di arrivare ai playoff”.